Cose che non hai capito: il rally di Villagreca e Serrenti

A Serrenti stanno sempre protestando. Invece che stare zitti come altri paesi vicini e meno nervosi, a Serrenti fanno flash mob, video, petizioni. Ci dev’essere la malaria a Serrenti, oppure non capiscono il valore che può avere una strada che finalmente assomiglia alla famosa e pittoresca Salerno-Reggio Calabria. A Serrenti.

Gli ostacoli stradali, la segnaletica da motel messicano, il dover andare a nord per raggiungere il sud, il buio fitto che ti avvolge quando lo percorri di notte, sono tutti fattori che fanno del tratto di 131 tra Villagreca e Sanluri un’attrazione per il turista nord-Europeo, quello “studiato”, che viaggia alla ricerca di terre selvagge e primitive, non ancora toccate dagli standard di modernità delle società civili.

Noi che che in questo stato di natura ci viviamo certe bellezze non siamo in grado di apprezzarle. Nè sappiamo valutare il risvolto economico dell’abbandono, la ricaduta occupazionale dei lavori interrotti per anni, la genialità artistica del Non Finito Stradale che l’Anas ci regala al prezzo di un appalto come tanti.

Ecco perché il sindaco di Serrenti Luca Becciu protesta da mesi. Perché di sviluppo locale ne capisce come di strade. Ma noi non siamo d’accordo: tifiamo per le cave abbandonate, per le strade abbandonate, per i lavori interrotti, per le regole non rispettate, per gli appalti senza data di scadenza.

Infondo dobbiamo sembrare come ci dipingono, perché esserlo non è più sufficiente. È la dura legge del mercato, baby.

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