L’assistenza sociale a Nuraminis: dall’assenteismo del passato alle prospettive future

Nei cinque anni di amministrazione Anni, il Comune di Nuraminis non partecipava alle riunioni del Plus Trexenta e non ha stabilito un filo diretto con l’organismo che dispensa i servizi sociali per nuraminesi e villagrechesi.

La circostanza è emersa nel consiglio comunale del 18 marzo 2016 quando l’assessore ai servizi sociali Roberta Podda ha sintetizzato la condizione in cui versano i servizi sociali a Nuraminis, poco prima dell’approvazione da parte dell’assemblea dell’accordo di programma con il Plus Trexenta per l’annualità 2016, senza modifiche sostanziali e con la conferma dei servizi erogati negli anni passati.

Cos’è il Plus?

L’acronimo PLUS – ha spiegato in consiglio l’assessore – sta per Piano Locale Unitario di Servizi. Il PLUS Trexenta, di cui Nuraminis fa parte, serve 16 comuni. Attraverso il Plus ogni Comune gestisce diversi servizi in maniera associata, anche di natura sanitaria, al fine di migliorare la prestazione e risparmiare danaro pubblico. Il comune di Nuraminis somministra per tramite del PLUS servizi come l’educativa scolastica specialistica e gli inserimenti lavorativi.

Nuraminis tra Plus Trexenta e Asl di Cagliari: un problema ereditato da affrontare

Per Nuraminis le cose sono diventate complicate da quando, come molti di voi sapranno, il paese è passato al distretto sanitario (ASL) di Cagliari. Questa scelta, compiuta per venire incontro alle esigenze di trasporto dei nostri concittadini, sta però pregiudicando il pieno accesso di nuraminesi e villagrechesi ai servizi del Plus.

Se il Plus vara progetti che prevedono la collaborazione diretta della ASL di Senorbì, Nuraminis, che appartiene alla ASL di Cagliari, non può parteciparvi. Ne è un esempio il consultorio, accessibile a tutti i comuni del nostro PLUS, ma non a noi.

La decisione di spostarsi a Cagliari, oltre a limitare l’accesso di Nuraminis al Plus Trexenta, non ha nemmeno risolto il problema di mobilità. Lo sanno bene i genitori dei bambini beneficiari della Legge 104 che devono fare riferimento al centro di neuropsichiatria infantile di Sestu.

Non sono disagi da poco, se si considera la diversa mole di utenza che fa capo alla Asl di Senorbì e a quella di Cagliari e ai diversi tempi necessari per accedere ai servizi.

La ricerca di una soluzione

L’attuale maggioranza ha avuto diversi incontri con gli assessori regionali competenti, per verificare come arginare il disservizio. Una risposta risolutiva (si spera) arriverà col riordino degli enti locali e la successiva riforma sanitaria (e dei distretti sanitari). Con la nuova configurazione Unione dei comuni, Plus e ASL dovranno coincidere territorialmente in modo tale da ottimizzare e integrare meglio i servizi al cittadino. Per il momento, dobbiamo attendere che si definiscano ed entrino in vigore tutte queste riforme.

Un nuovo debito?

Non è tutto. L’assessore Podda comunica che, circa un mese fa, il Comune ha ricevuto comunicazione del PLUS Trexenta dove si sostiene che Nuraminis avrebbe un debito di circa 52 mila euro per servizi richiesti oltre la quota assegnata annualmente dalla Regione. Secondo le carte d’archivio tutto è regolare fino al 2012 e i bilanci approvati fino a quel momento non indicano debiti. Non si dispone invece di documentazione dal 2012 a oggi, che aiuterebbe a ricostruire tutti i passaggi di formazione di questo presunto debito. Vi terremo aggiornati.

La totale assenza della precedente amministrazione

Quello che invece è chiaro e che è stato contestato all’assessore ogni volta che si è presentata al PLUS sin dal primo incontro, è stata l’ingiustificabile assenza della precedente amministrazione alle riunioni e alle conferenze di servizi.

La difficoltà nel ricostruire ciò che è successo è dovuta anche a questo. Il Comune di Nuraminis infatti non partecipava alle riunioni e non aveva dunque un filo diretto con il PLUS. Cosa ampiamente dimostrata dai verbali delle riunioni.

Una presenza vigile avrebbe evitato le incertezze e i “buchi di conoscenza” che sono stati ereditati; buchi documentali e di consapevolezza che oggi generano un costo a carico della cittadinanza, per le risorse umane e temporali che occorre impiegare per risolverli e che tolgono energia al lavoro quotidiano già impegnativo.

In consiglio, l’ex sindaco non ha negato il suo assenteismo (come avrebbe potuto?), ma si è giustificato dicendo che egli aveva altre priorità. Anche l’assessore alle politiche sociali aveva altre priorità? E tutti gli altri consiglieri le avevano? Tutti quanti impegnati col bilancio e impossibilitati a seguire i lavori del Plus?

Chi potrebbe mai credere a simili giustificazioni?

I toni da salvatore della patria di Anni sfiorano ormai il ridicolo: non ci vuole una particolare intelligenza politica a risanare un bilancio rasando a zero tutte le attività sociali, culturali, educative; e tumulando l’assistenza sociale e il Plus sotto tonnellate di indifferenza e assenteismo. Questo è successo a Nuraminis.

Come se non bastasse, la giunta Anni ha trascurato il più importante strumento che il Comune ha per erogare servizi socio-assistenziali a beneficio dei concittadini. Ad esempio, sarebbe stato possibile attivare il doposcuola per alcune ore alla settimana. Il costo di questo servizio, incluso nell’appalto, non avrebbe avuto nessun aggravio sulle casse comunali.

Ma non è stato mai fatto. E il buco di bilancio non c’entra nulla. Come nella passata campagna elettorale, il bilancio viene strumentalmente usato come scusa passepartout; come pretesto per non assumersi la responsabilità di tutte le mancanze, le scorrettezze, i limiti e le inadeguatezze del governo Anni: un’esperienza bocciata non a caso dai nuraminesi.

È proprio questo pauroso vuoto di idee che oggi si sta cercando di colmare, con un progetto di governo che preveda attenzione, presenza, integrazione degli ambiti di intervento del Comune. È una sfida non semplice, ma che val la pena ingaggiare, per liberarsi da polemiche sterili e lavorare speditamente nell’interesse di tutti e di ciascuno.

 

 

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