Vivere nel Paese delle Meraviglie

Lo scorso 30 marzo, durante il dibattito sul bilancio in Consiglio Comunale, la minoranza Vivere Insieme si è lanciata in un favoloso balletto di contraddizioni punk e free jazz. Prima il capogruppo Stefano Anni ha parlato di un bilancio povero per un paese ricco come Nuraminis, poi ha sostenuto che il paese è in difficoltà e che quindi i dipendenti dovrebbero tirare la cinghia e rinunciare ai buoni pasto.

In realtà, il Comune di Nuraminis gode di buona salute e i dati presentati in Consiglio lo dimostrano. È l’ennesima smentita ad una minoranza che dopo avere fallito politicamente si è data alle storielle. Inventate.

Bisogna stare attenti, Cara Minoranza, alle cose che si dicono. Perché sennò si prendono randellate (in senso figurato e favolistico, sia chiaro). E di randellate scritte il gruppo della minoranza sono anni che ne prende e non solo per mano de Su Barralliccu.

Va detto comunque che alle favole della Minoranza non manca il senso dell’umorismo. Ci siamo cappottati dal ridere quando, nell’ultimo consiglio comunale, il capogruppo di Vivere Insieme ha indossato i panni di paladino dei poveri. La stessa persona che da Sindaco si ergeva a giudice implacabile di chi fosse meritevole di assistenza e chi no (leggi qui), lo stesso che fino a qualche tempo fa accusava il Comune di spendere troppo in assistenze economiche, lo stesso che in campagna elettorale accusava Il Cambiamento Possibile di promettere assistenzialismo senza controllo

proprio questo esperto della comunicazione social oggi protesta perché i fondi non sarebbero sufficienti, addirittura paventando problemi di ordine pubblico: argomento a dire il vero più da carabiniere che da politico.

Ma i rischi per l’ordine pubblico sono fantasie per anime belle; favolette da irresponsabili, che qualsiasi cittadino può facilmente smontare con documenti alla mano.

Gli stanziamenti di quest’anno per le fasce deboli sono esattamente gli stessi dell’anno scorso. Gli stessi che un anno fa la minoranza giudicava eccessivi. La stessa giunta Anni, che a ridosso della campagna elettorale 2015 sfoderava l’originalissimo slogan “più occupazione per tutti” e spendeva circa 78.000 euro del bilancio (tutti i fondi del 2014 e quasi tutti quelli del 2015) per assumere più persone nel minor tempo possibile. Un’operazione di grande strategia amministrativa che andava a braccetto con  67.000 di debito plus, 55.000 euro di fondi “povertà estreme” bloccati in Regione perché la Giunta Anni non aveva inviato i rendiconti e, 21.000 euro di fondi Legge 3 per studenti disabili mai utilizzati.

Vivere insieme ai debiti non era sufficiente per Anni e i Suoi. Bisognava dare alloggio anche a Mancati Rendiconti e a Fondi Mai Utilizzati per dare vita a una bella Comune dell’Inefficienza Anarchica, palestra di formazione dei Novelli Paladini della Morale Pubblica.

Gli stessi paladini che in un memorabile Consiglio comunale vestito da Processo dell’Inquisizione celebrato al Montegranatico snocciolavano debiti fuori bilancio da ripianare e individuavano,  per bocca dell’allora Assessore ai servizi sociali, la vendita della Casa di riposo come un passo necessario per appianare i debiti”. Vendita mai realizzata (nonostante l’intervento di Iva Zanicchi), a riprova forse del fatto che non fosse in effetti così necessaria.

Favole, narrazioni, pre-verità. Proprio durante quel consiglio l’allora Sindaco Anni accusò un consigliere di minoranza di non essere informato sui problemi finanziari del comune. Usando quella stessa retorica da Inquisitore Generale oggi si potrebbe chiedere a quell’ex sindaco

  1. Come mai non hai vigilato sull’utilizzo dei fondi PLUS?
  2. Come mai non hai vigilato sull’invio alla Regione dei rendiconti sulle povertà estreme?
  3. Come mai non ti sei accorto che non venivano utilizzati i fondi della Legge 3?
  4. Come mai non hai vigilato sulle spese del personale sforate nel 2013 che la Corte dei Conti ha prontamente chiesto di recuperare? Eppure nel consiglio comunale del 30 novembre 2016 proprio l’ex sindaco sollevò un polverone per le spese di personale che secondo lui si stavano sforando.
  5. Come mai la giunta Anni nel 2013 inviava il certificato al consuntivo 2011 con un ritardo di oltre un mese?

Scommettiamo che queste 5 domandine non troveranno mai risposta? Scommettiamo che Anni attribuirà colpe di errori e ritardi agli allora Responsabili del Servizio? Ma allora perché oggi ne chiede conto alla giunta del Cambiamento Possibile? Facile così Cara Minoranza.

Che fine ha fatto il Rispetto per le istituzioni e per le persone?

Tutto quello che scriviamo è verificabile attraverso sia documenti ufficiali, pubblici, accessibili a tutti sia i video dei consigli comunali – disponibili grazie a questo blog e non certo alla giunta Anni, che invece li ha fatti sparire.

L’art. 3 del regolamento che disciplina le registrazioni audio e video dei consigli recita: “Non sono ammesse altre forme di ripresa e di registrazione audio parziali o totali non autorizzate e non dichiarate.” A quanto pare, Stefano Anni, in spregio alla normativa, possiede registrazioni non autorizzate.

È l’ennesima mancanza di rispetto per il consiglio Comunale, lo stesso che la Minoranza ebbe l’indimenticabile maleducazione di disertare nella sua seduta inaugurale. E sì: Anni “doveva mietere”: questa fu la dichiarazione riportata dal quotidiano L’Unione Sarda e mai smentita dal diretto interessato.

È questo che Anni intende quando su facebook scrive che  “… in 17 anni di partecipazione nel consiglio comunale di Nuraminis e nella vita quotidiana ha sempre rispettato persone e ruoli”?

È un’idea di rispetto piuttosto bizzarra.

La stessa che ha spinto sempre Anni, nel consiglio del 30 Marzo scorso, a rispondere a un sindaco donna “non le metto in bocca nulla, stia tranquilla” dopo che la stessa aveva affermato “non mettermi in bocca cose che non ho detto”. Molte donne si sono sentite offese. Giustamente perché quella frase ha disonorato la sindaca, il consiglio comunale e persino chi l’ha pronunciata. Non importa quali fossero le reali intenzioni del capo della minoranza, conta la sensazione di disgusto prodotta.

Invece che minacciare denunce, Anni dovrebbe ammettere l’infelicità della sua esternazione e fare quello che si addice alle persone per bene: chiedere scusa, al sindaco, a tutte le donne e all’intero consiglio comunale che egli ha offeso, volontariamente o meno.

Non sarebbe la prima volta del resto. Nel 2010, quando era candidato sindaco, il Anni offese pesantemente Su Barralliccu e anche in quel caso fu costretto a scusarsi. Questo proprio perché “..in 17 anni di partecipazione nel consiglio comunale di Nuraminis e nella vita quotidiana ha sempre rispettato persone e ruoli”.